Jannik, oltre il tennis - Capitolo 4.
L'intervista integrale in esclusiva su Sky e NOW
Jannik, oltre il tennis - Capitolo 4.

Mercoledì 5 novembre su Sky e in streaming su NOW
JANNIK, OLTRE IL TENNIS
Capitolo 4
L’INTERVISTA ESCLUSIVA A
JANNIK SINNER
Alla vigilia delle Nitto ATP Finals, il numero 1 del tennis mondiale
si racconta al direttore di Sky Sport Federico Ferri
Disponibile su Sky Sport Insider e on demand
Milano, 5 novembre 2025. In attesa del suo ritorno in campo alle Nitto ATP Finals di Torino, da vivere su Sky e in streaming su NOW, Jannik Sinner torna – per il quarto anno consecutivo – a raccontarsi in una intervista esclusiva, una chiacchierata a cuore aperto con Sky Sport. Davanti ai pazienti, ai ricercatori e ai medici del Centro Oncologico di Candiolo e alla presenza della presidente della Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro, Allegra Agnelli, Sinner ha fatto il bilancio della sua stagione alla vigilia di uno degli appuntamenti più attesi. Una nuova e imperdibile opportunità di scoprire sogni obiettivi e il dietro le quinte di un campione unico per il nostro Paese. Jannik, oltre il tennis – Capitolo 4°, disponibile anche su Sky Sport Insider e on demand. Qui i prossimi passaggi: mercoledì 5 novembre alle 20.45 su Sky Sport Tennis e NOW; alle 23 su Sky Sport Arena e NOW; alle 24.30 su Sky Sport Uno e NOW e all’1 su Sky Sport 24 e NOW. Giovedì 6 novembre alle 8, alle 11 e alle 14.30 su Sky Sport 24 e NOW.
Di seguito l’intervista integrale con il direttore di Sky Sport Federico Ferri:
Jannik, bentornato per il quarto anno su Sky Sport per questa chiacchierata che precede l’ATP Finals. Siamo nel Centro Oncologico di Candiolo e mi ricordo in un tuo discorso, dopo aver vinto un trofeo, questa cosa: “Qui ci rendiamo conto di essere un po' più piccoli e quali sono le cose che poi contano davvero” hai detto.
“Sì, ecco. Per me è la terza volta che entro qua dentro, è molto emozionante perché comunque ti rendi conto di cosa sia più importante. Per tutti noi, per la vita giornaliera che abbiamo. Noi come atleti ci rendiamo conto, purtroppo, solo di quando vinci e perdi. Ma appena hai un problema anche piccolo di natura fisica, capisci che vuoi essere solo sano. È un posto molto speciale per fare questa intervista, sono molto contento di essere qui, davanti a gente molto, molto più importante di noi, tennisti o atleti, che siamo bravi in quello che facciamo. Io sono bravo in quello che faccio io, posso dire (applausi dalla platea, ndr). Però, ecco, diciamo, conta tutt'altro”
Sono seduto di fianco al primo e unico, per ora, numero uno del mondo italiano, il primo che dal 1877 ha vinto il torneo di Wimbledon. Ora, io non so se tu riesci, nel vortice della tua attività quotidiana, a renderti conto della storicità e della storia che stai scrivendo. Ci pensi, ce la fai o vivi solo giorno per giorno?
“Io credo di essere una persona che sta molto sul presente, ovviamente so di quello che ho fatto fino ad ora, nella mia molto giovane carriera, e ovviamente sono molto contento. Però il problema che abbiamo noi nel nostro sport è che giochiamo quasi tutte le settimane, quindi non ti rendi conto. Capita dopo la stagione, quando vai in vacanza, quando fai altre cose: lì inizi a pensare, a riflettere su quello che hai fatto. Quello che ho fatto io a Wimbledon è stato molto speciale. Per esempio, Matteo Berrettini è stato molto vicino: ha fatto la finale, e prima di quel match senti una cosa diversa, perché comunque entri in un centrale di nuovo. Ma è un’altra cosa: quando entri in un centrale nel primo turno, o in una semifinale, o una finale, cambia tantissimo. In quel momento lì ho provato a stare tanto sul presente, su quello che volevo fare: stare attento alla prestazione. Alzare questo titolo a me ha cambiato un po', perché Wimbledon è sempre stato e rimarrà sempre il torneo del tennis, secondo me. Sono contento di portare questo trofeo anche in Italia, perché l'Italia è un paese che a me dà veramente tanto, come è stata anche la Coppa Davis, che abbiamo vinto due volte di fila. Ecco, ci sono alcuni tornei che fanno bene a essere di nuovo in Italia e sono molto contento di dare il mio contributo”


